
39) L'uomo e la centralit della politica.
La filosofia sente costantemente la necessit di esaminare il
fenomeno politico, prodotto dalla esigenza per l'uomo di vivere in
societ. Nella politica il filosofo osserva come l'attitudine e
l'esperienza abbiano un ruolo fondamentale. Perci se ne deve
tener conto. Egli osserva che il prodotto dell'attivit politica
sono le leggi, lo studio delle quali diviene quindi l'obiettivo
della ricerca filosofica. Il progetto di ricerca qui accennato si
concretizzer in una grande raccolta di leggi e costituzioni,
greche e non, di cui per ci rimane molto poco (La costituzione di
Atene  e qualche frammento).
Eth. nic., 1180b 23-1181b 23 (vedi manuale pagine 140-141).
1   [1180b] Verosimilmente anche chi vuol rendere migliori gli
uomini, molti o pochi che siano, mediante la sua cura, deve
cercare di diventare esperto della scienza del legislatore, se 
per mezzo delle leggi che possiamo divenire uomini dabbene.
Infatti mettere una qualunque persona, di fatto colui che ci 
proposto, in una condizione moralmente buona non  alla portata
del primo venuto; ma, se spetta a qualcuno, spetta a chi possiede
scienza, come in medicina e nelle altre discipline di cui vi sono
una certa cura e saggezza.
2   Non bisogna dunque esaminare, dopo ci, da quale fonte e come
si pu diventare esperti della scienza del legislatore?.
3   Non  forse, come nel caso delle altre scienze, dagli uomini
politici? Infatti, come abbiamo visto, tutti ammettono che la
scienza legislativa  parte della scienza politica.
4   Ma non  forse evidente che non  uguale la situazione della
politica e delle altre scienze e capacit? Infatti nelle altre
scienze sono in tutta chiarezza le stesse persone che trasmettono
le capacit e da esse esercitano un'attivit: ad esempio i medici,
i pittori; invece le cose della politica sono i Sofisti che
professano di insegnare, [1181a] ma nessuno di loro le pratica,
bens coloro che fanno politica, i quali - tutti ne converranno -
praticano questo compito per una certa capacit e per esperienza
pi che per un pensiero astratto: ch manifestamente essi n
trattano per iscritto n trattano oralmente di tali argomenti
(eppure sarebbe senz'altro pi bello che pronunciare discorsi
davanti ai tribunali e all'assemblea del popolo), n inoltre hanno
reso uomini politici i loro figli o quelli di qualche loro amico.
E sarebbe stato ben logico che l'avessero fatto, se avessero
potuto: n infatti alle loro citt avrebbero lasciato niente di
migliore, n a se stessi avrebbero potuto scegliere che nulla
appartenesse pi di siffatta capacit, n di conseguenza alle
persone che sono loro pi care.
5   Ma tuttavia non sembra che l'esperienza apporti un aiuto di
poco conto: ch essi non sarebbero diventati uomini politici senza
una consuetudine con la politica. Per questo coloro che aspirano
ad avere conoscenza della politica sembra che abbiano inoltre
bisogno di esperienza.
6   Quelli dei Sofisti che lo professano, sono in tutta chiarezza
molto distanti dall'insegnare la politica, giacch in generale non
sanno n qual  la sua natura n quali sono i suoi oggetti.
Infatti non la porrebbero identica alla retorica n ad un rango
inferiore, n penserebbero che  cosa facile il legiferare,
raccogliendo quelle leggi che hanno trovato l'approvazione
pubblica. Ch - essi dicono -  possibile scegliere le leggi
migliori, come se la scelta non fosse opera d'intelligenza ed il
discernere correttamente non fosse cosa di grandissima importanza,
come avviene nelle faccende di musica. Sono infatti i competenti
che in ogni campo discernono correttamente le opere e capiscono
con quali mezzi e come sono portate a perfezione, e quali
s'accordano con quali persone. Invece i non competenti devono
esser gi contenti del fatto che non sfugga loro se l'opera 
stata fatta bene o male, come nella pittura. Ora, le leggi
assomigliano ad opere della politica. [1181b] Come dunque da
queste si potrebbe diventare esperti nella scienza del
legislatore, o discernere quelle che sono le migliori? Ch non
risulta che neppure si diventa medici dalle raccolte dei trattati.
Eppure essi si sforzano di dire non soltanto i trattamenti
terapeutici, ma anche come si guarisce e come si devono curare le
diverse specie di malati, distinguendo le differenti disposizioni.
Ma questi procedimenti - tutti ne convengono - sono utili per
coloro che sono competenti, mentre sono inutili per coloro che non
sono competenti. Senza dubbio, dunque, anche le raccolte delle
leggi e delle costituzioni saranno ben utili per coloro che sono
capaci di studiarle e di discernere che cosa  buono e il
contrario e quali prescrizioni sono adatte a quali persone; ma a
coloro che percorrono questo genere di raccolte senza la
disposizione richiesta non competer il discernere bene, a meno
che non sia per caso, ma verosimilmente diventeranno pi capaci di
comprendere in questa materia.
7   Poich dunque i nostri predecessori hanno lasciato inesplorato
ci che concerne la scienza della legislazione,  senz'altro molto
meglio fare noi stessi questa ricerca, ed indagare dunque sul
problema complessivo del regime politico, perch, secondo le
nostre capacit, sia portata a compimento la filosofia delle cose
dell'uomo. In primo luogo, quindi, se da coloro che ci hanno
preceduto qualcosa  stato in parte detto bene, cercheremo di
accostarcene. In seguito dalle costituzioni che abbiamo raccolto
cercheremo di vedere quali cose conservano e rovinano le citt e
quali ciascun tipo di costituzione, e per quali cause alcune citt
sono ben governate, altre il contrario. Infatti quando siano state
viste queste cose, forse comprenderemo meglio quale costituzione 
la migliore, come ciascuna deve essere ordinata, di quali leggi e
costumi deve far uso

 (Aristotele, Etica Nicomachea, Bur, Milano, 1986,  volume
secondo, pagine 887-891).

